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Orgasmi ad alta quota


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
31.08.2026    |    675    |    1 9.4
"​Con una rapida mossa, i tre sollevarono i braccioli divisori dei sedili che intralciavano i movimenti, creando un unico grande spazio condiviso..."

​Fabio e Gaia avevano superato i cinquant'anni con la complicità e la freschezza di due ragazzini, custodendo gelosamente un'intesa che andava ben oltre la routine del matrimonio. Sposati da tempo, gestivano la loro vita tra Palermo e la frenesia del lavoro con la consapevolezza di non volersi negare nulla, soprattutto a letto. La loro passione non era mai stata una gabbia, ma un terreno di gioco comune in cui le incursioni erotiche con terzi — che si trattasse di un uomo prestante o di una donna intrigante — o una coppia disinibita come loro,rappresentavano una spezia irresistibile, vissuta sempre alla luce del sole, senza gelosie e con una totale comunione d'intenti.
​Per la loro estate, avevano scelto una meta lontana e affascinante: la Cina. I primi di agosto, con i bagagli carichi di aspettative, salirono a bordo del volo Turkish Airlines in partenza dall'aeroporto di Palermo. Dopo il primo tratto e il cambio di aeromobile per la prosecuzione verso Pechino, trovarono i loro posti in una fila laterale. Gaia si accomodò al centro, Fabio prese il corridoio, e il sedile accanto al finestrino rimase inizialmente vuoto, alimentando il loro solito gioco di sguardi e curiosità su chi avrebbe completato la fila.
​Pochi istanti prima della chiusura degli sportelli, salì a bordo un ragazzo sulla trentina che occupò proprio quel posto libero. Claudio — questo il nome che avrebbero scoperto poco dopo — incarnava l'archetipo del giovane aitante: un fisico statuario, scolpito dalla palestra, con i capelli corti e una barba curata alla perfezione. Indossava una canotta bianca che lasciava scoperte le braccia robuste e un busto interamente segnato da sfumature muscolari, mentre sulla coscia sinistra spiccava un imponente e sinuoso disegno tribale che richiamava lo stesso stile dei tatuaggi che decoravano il resto del corpo.
​Il volo decollò dolcemente attorno all'una di notte, mentre sotto di loro le luci della terraferma si dissolvevano nel buio. Nelle prime fasi del viaggio, tra il rombo sordo dei motori e la penombra della cabina, i tre scambiarono le classiche e cortesi battute di circostanza: da dove venivano, dove erano diretti, il caldo estivo lasciato a terra. Ma bastò poco perché il tono della conversazione scivolasse su frequenze ben più elettriche.
​Gaia, seduta a un passo da quella montagna di muscoli, non resistette al richiamo visivo del tatuaggio. Con mossa felina e apparentemente casuale, allungò la mano sfiorando la coscia si istra di Claudio. Le sue dita tracciarono i contorni del disegno tribale con carezze sempre più lente e prolungate, risalendo progressivamente verso la parte interna della gamba, là dove la stoffa dei pantaloni leggeri custodiva il calore del corpo.
​Quel tocco audace, inaspettato e denso di promesse erotiche colpì in pieno i sensi di Claudio. Il ragazzo sussultò impercettibilmente, voltandosi a guardare Gaia con occhi improvvisamente scuri di malizia. Lei, con la spudoratezza che la rendeva irresistibile, inclinò la testa e sussurrò a un palmo dalla sua bocca: "Ti do fastidio se ti tocco?"
​Claudio non si scompose; mantenne lo sguardo fisso nei suoi occhi per un istante, poi spostò lentamente la pupilla per incrociare lo sguardo divertito e complice di Fabio, seduto placido sul corridoio. Con un sorriso sornione, rispose a bassa voce:
"No! Figurati, anzi... se vuoi proseguire più su."
​Quella tacita intesa fu la scintilla che fece esplodere la notte in alta quota.
​Mentre l'aereo solcava i cieli a diecimila metri di quota, il servizio di bordo si concluse con la distribuzione dei pasti e, subito dopo, le luci della cabina vennero quasi del tutto spente, lasciando spazio a un blu profondo e ovattato. Con l'avanzare delle ore, complice il buio e il silenzio dei passeggeri che cominciavano a sonnecchiare, i giochi presero il via.
​Gaia allungò le mani nel buio, risalendo con decisione la coscia di Claudio fino a toccare gli slip tesi dall'erezione e poi con abile manovra ,liberare e stringere il cazzo già duro e pulsante.E non soddisfatta con l'altra mano cercava e trovava contemporaneamente anche quello di Fabio, eccitato e rigido al suo fianco. Fabio, vigile ma eccitato a sua volta dalla scena, si guardò intorno per assicurarsi che nessun assistente di volo stesse percorrendo il corridoio; l'orologio segnava circa le tre del mattino, la cabina era immobile e silenziosa, e il momento perfetto per osare era arrivato.
​Con una rapida mossa, i tre sollevarono i braccioli divisori dei sedili che intralciavano i movimenti, creando un unico grande spazio condiviso. Gaia si sporse in di lato e scivolando quasi sulle ginocchia per accogliere Claudio in bocca, iniziando a spompinargli il cazzo lungamente, con voracità e ritmo. Claudio ,dal canto suo, spingeva la testa della donna per dare profondità al pompino ,cercando di soffocare i sussulti di piacere.
​Terminata quella fase incandescente, Gaia si sollevò e si riposizionò sul sedile centrale ma con le cosce completamente aperte, allungando una gamba sopra quella destra di Claudio e l'altra a sinistra sulla gamba di Fabio, in una postura studiata per azzerare ogni distanza e facilitare l'affondo. Protetti dal buio della fusoliera e dal ronzio costante dei reattori, la notte in volo si trasformò per loro in un palcoscenico di pura trasgressione.
​Spostati gli slip, i due uomini iniziarono contemporaneamente a carezzare le cosce e a risalire pian piano verso la figa, che era umida e vogliosa di essere massaggiata e stimolata. Claudio si dedicò al clitoride con movimenti rotatori lenti e veloci secondo la reazione di Gaia, mentre Fabio introdusse due dita, prima carezzando le dolci labbra e poi penetrandola per le sue forti spinte di piacere. Gaia reagiva con fremiti di piacere e spasmi muscolari sempre più intensi.
​Mentre godeva, cercava a turno la bocca dei due uomini e li baciava; non soddisfatta, iniziò a masturbare i due cazzi duri e vogliosi. Non ci volle molto e Gaia, alle prese con la stimolazione interna del marito — che nel frattempo penetrò pure l'ano della donna, ben umidificato dagli umori della stessa — e con lo sfregamento clitorideo effettuato da Claudio, ebbe un orgasmo che a malapena riuscì a silenziare.
​Raggiunto l'apice, si dedicò al piacere dei due uomini spompinando nuovamente Claudio, che esplose in bocca tutto il suo seme, che Gaia diligentemente deglutì. Subito dopo si dedicò al cazzo di Fabio, facendolo velocemente sborrare anche lui nella sua bocca, ma questa volta non ingoiò: bacio' in bocca il marito, passandosi il seme del piacere. Poco dopo i tre si diedero una rassettata, pronti per un seguito già stabilito...
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